07 Gennaio 2026

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Oltre l'inerzia: perché cambiare rotta è l'unico modo per rispettare se stessi

Oltre l'inerzia: perché cambiare rotta è l'unico modo per rispettare se stessi

Il 2026 non inizia da un foglio bianco.
Inizia da ciò che il 2025 ha lasciato.

Il 2025 è stato un anno professionalmente soddisfacente,
personalmente di crescita e profondamente vissuto.
Un anno intenso, complesso, a tratti doloroso, ma mai superficiale.

È stato un anno affrontato in prima linea, per la comunità e per senso di responsabilità; anche quando sarebbe stato più semplice arretrare.

È stato anche un anno che ha segnato passaggi profondi.
Ha imposto scelte difficili, ha mostrato limiti, ha fatto emergere fratture.
Ma soprattutto ha portato a una presa di coscienza: non si può stare sempre con tutti, soprattutto quando il lavoro che si fa perde quella forza propulsiva che dovrebbe avere.

Restare, in quei casi, non è più lealtà.
È inerzia.

Prendere le distanze non significa fuggire.
Significa riconoscere che alcune fasi si esauriscono, e che cambiare rotta, a volte, è l’unico modo per continuare a crescere.
Fare percorsi nuovi non vuol dire rinnegare ciò che è stato, ma rispettarlo abbastanza da non trascinarlo oltre il suo tempo.

Ogni transizione, ogni passaggio, ogni crescita è ardua e quasi mai indolore.
Cambiare comporta sempre una frizione, una perdita, una lacerazione.
Ma è proprio in quell’attraversamento che si misura il rispetto per se stessi — un rispetto che non può essere negoziato, spiegato o ridotto a compromesso.

La fine del 2025 ha imposto scelte personali e professionali importanti.
Scelte meditate, mai impulsive, maturate nel tempo e attraversate con consapevolezza.
In questo passaggio sento una gratitudine profonda per i miei genitori, che mi hanno recentemente lasciato: per l’amore con cui mi hanno cresciuto, per i valori che mi hanno trasmesso e per gli strumenti che mi hanno consegnato, spesso in silenzio, ma con fermezza.
È grazie a loro se oggi riesco, anche nei momenti più difficili, a dirimere le nebbie, a riconoscere la direzione e ad attraversare i passaggi della vita a testa alta, portando con me ciò che mi hanno insegnato.

Chi tenta di opporsi a questi passaggi lo fa quasi sempre per interessi personalistici, mancando di una visione reale dei processi in atto e delle trasformazioni necessarie.
Il rinnovamento non può essere contenuto né sterilizzato: se non viene accompagnato, genera inevitabilmente fratture e lacerazioni.

Il 2026 riparte da qui.
Da una scelta di maggiore essenzialità.
Da una selezione più consapevole delle energie, delle relazioni, dei contesti in cui vale la pena investire.

Non per sottrazione, ma per coerenza.
Non per chiusura, ma per rispetto: per gli altri e per se stessi.

A tuttə, l’augurio di un anno capace di tenere insieme coraggio e lucidità, cambiamento e rispetto.
Un anno in cui scegliere, crescere e prendersi la giusta distanza sia possibile — senza perdere umanità

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Riccardo Vannetti
© Riproduzione riservata.
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